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Nord X 2: Tosa - Presanella

Pubblichiamo l'emozionante resoconto di Marco Maganzini, socio nonchè consigliere Alpin Go, che il 22 giugno scorso è riuscito a portare a termine il concatenamento interamente a piedi delle due nord delle cime più importanti dei gruppi Brenta e Adamello.

"Concatenamento del canalone Neri alla Cima Tosa e della parete Nord della Presanella in giornata a piedi dal fondovalle (Pinzolo)"  M.Maganzini 22 giugno 2008

60 km. sviluppo, 5.100 m. dislivello in salita, 4.985 m. in discesa, 18 ore

Pinzolo – Mavignola - Val Brenta - Canalone Neri - Cima Tosa - Bocca di Brenta - Rif. Brentei – Mavignola - Val Nambrone - Rif. Segantini - Bocca d’Amola - Parete Nord - Cima Presanella - Val Nardis - Val Genova

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Ci tengo particolarmente a ringraziare Aldo, Matteo e Paolo (in rigoroso ordine alfabetico) per l’aiuto indispensabile che mi hanno fornito e soprattutto per la loro amicizia.

Ore 13:10 del 23.06.2008
…sono passate 24 ore da quando faticavo da solo a metà parete Nord della Presanella, dando fondo a tutte le energie rimaste per portare a termine il sogno che ho cullato per anni

Era il giugno del 2000 quando provai con mio fratello a concatenare le 2 cime più alte dei nostri gruppi montuosi lungo le loro vie normali, usando la bicicletta per gli spostamenti. Quel progetto comunque era già stato fatto da altri alpinisti, ne parlai con Alberto e senza pensarci su troppo provammo a farlo anche noi. Senza fare tanti programmi, senza badare al peso dei materiali (avevamo con noi perfino il lucchetto per legare le bici e una corda intera…), senza nessuna nozione di alimentazione o di integratori…si può dire “proprio alla buona” insomma! Che nostalgia però di quella giornata, la nostra corsa si interruppe al rif. Tosa, dopo essere saliti sulla Presanella, contro uno di quei violenti ed implacabili temporali estivi…ricordo ancora le lacrime e la rabbia che provai in quel momento, una delusione che ha lasciato il segno e che mi ha fatto ripromettere di riprovarci più avanti…

Col passare del tempo però maturava in me l’idea di collegare le due cime non più lungo le vie normali, ma lungo le loro pareti più famose e più affascinanti: il canalone Neri e la parete Nord. Avevo già percorso questi due itinerari più volte, anche da solo, ma non ero ancora soddisfatto, mancava ancora un tassello: quante volte ho sentito il racconto di quando si andava in montagna partendo a piedi dal Paese, tutte le volte cercavo di immaginarmi come poteva essere andar per monti in quegli anni.. e ne restavo affascinato. Quindi ho pensato che per gli spostamenti non avrei usato la bicicletta, ma dovevo fare tutto a piedi, partendo da casa.

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Una cosa però era pensare, progettare (e sognare) questa cavalcata fantastica, l’altra era trovare il coraggio di partire per tentarla! Forse la cosa più difficile è stata proprio questa, decidere “domani parto e ci provo”, la paura di non riuscire e di vedere che il sogno poteva essere solo un’utopia era talmente tanta che la data del tentativo sembrava non dovesse mai venire. Ma la voglia di provarci faceva capolino ogni primavera/inizio estate, finchè mi sono detto “adesso basta, questo è l’anno giusto per provare”, confortato dall’ottimo livello di forma che stavo attraversando e, non lo nego, motivato anche dal fatto che si trattava di un progetto mai fatto…

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Adesso mi trovo a tirare le somme, a riflettere, a pensare alla giornata trascorsa, una di quelle giornate che sono sicuro rimarrà per sempre dentro di me, accanto ai ricordi più belli, uno di quei “giorni grandi” che ti lasciano dentro una traccia indelebile, al di là del fatto puramente atletico che è l’ultimo aspetto da prendere in considerazione. Insomma: una di quelle giornate per cui quando ti trovi nel letto prima di addormentarti, ti viene da dire: “peccato, sta finendo una giornata perfetta!”

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…e il mio pensiero va…rivedo le persone…rivedo la mamma che mi saluta alla partenza e mi segue con lo sguardo mentre mi infilo di corsa nel buio della notte…rivedo gli amici che mi hanno aiutato e incoraggiato, senza i quali non ci sarei mai riuscito...rivedo Aldo carico come uno sherpa mentre risale i ripidi ghiaioni della Val Brenta alle due di notte per portarmi il materiale all’attacco del Neri, per poi tornare a valle di corsa e andare a lavorare in ufficio…rivedo Paolino mentre mi segue fedele e veloce nel canalone, la sua smorfia di felicità in cima alla Tosa, il suo passo agile in discesa…

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rivedo Campi che mi viene incontro in Val Nambrone, scortarmi su per la “Schina d’Asan” del Segantini, affondare nella neve e sbuffare sui ripidi pendii della Bocca d’Amola per farmi la traccia…grazie amici!...rivedo i rifugisti, Claudio Detassis al Brentei e Lucio Maganzini al Segantini offrirmi l’aranciata fesca…

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…e rivedo la Natura… rivedo la luna che mi accoglie con la sua bianca luce all’uscita del canalone Neri…rivedo l’albeggiare lontano, il giorno che fa capolino e la Presanella all’orizzonte…così lontana
..rivedo il sole battere alto e inesorabile nella spianata d’Amola in un anfiteatro di rara bellezza…rivedo la parete Nord, una fantastica scala bianca che sale verso il blu intenso del cielo…rivedo la croce della cima lì ad attendermi tutta sola e tutta per me…rivedo le mucche pascolare sui verdi prati della Val Nardis…rivedo Aldo venirmi incontro sul sentiero e scortarmi fino sulla strada della Val Genova…

…e risento…risento gli incitamenti e le parole dei miei amici…risento le canzoni che ascoltavo nei momenti in cui ero da solo con l’i-pod regalatomi da mio fratello…risento le strette di mano e le botte sulle spalle…risento Fabiano al telefono che mi incita da casa non potendo essere lì con me…risento il familiare odore dei bellissimi boschi della Val Brenta…risento la fatica e il sudore che scivola sull’asfalto caldo della strada per Nambrone…risento la piacevole solitudine provata sulla parete Nord, quando tutta la montagna sembrava essere solo per me…risento la commozione che mi soffoca negli ultimi gioiosi metri prima della cima…

…e mi rivedo… mi rivedo a 9 anni sulla cima della Presanella per la prima volta in compagnia della persona che mi ha insegnato ad amare le montagne, ma che soprattutto mi ha insegnato ad apprezzare la vita…grazie Papà, la dedico a Te!

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